Caso studio · Settore EdTech · Dal 2014 al 2025

Undici anni dentro un’EdTech: +700% di fatturato e 2.300 professionisti formati.

Questo non è il caso studio di una campagna. È il caso studio di una carriera dentro la stessa azienda, dal ruolo operativo alla direzione marketing, mentre l’azienda cresceva. Sono entrato in Digital Coach nel 2014 come Web Project Manager e ne sono uscito nel 2025 da Digital Marketing Manager, dopo aver coordinato nove team, costruito il modello didattico che ha certificato oltre 2.300 professionisti e gestito oltre dieci milioni di euro di budget pubblicitario. Qui c’è cosa ho fatto, in che ordine, e cosa ne porto oggi dentro le aziende dei miei clienti.

2014 – 2025 Digital Coach · AI Scale Up Quattro ruoli, nove team Milano, ibrido e 100% remoto
Giovanni Rasulo
+700% fatturato in 10 anni
2.300+ professionisti formati
10M€+ gestiti in Ads
+700%
Crescita del fatturato aziendale
▲ in meno di dieci anni
2.300+
Professionisti formati e certificati
▲ molti oggi marketing manager o imprenditori
10M€+
Budget pubblicitario gestito
▲ Google Ads e Meta Ads
9
Team interfunzionali coordinati
▲ docenti, coach e tutor, in remoto

2014: una scuola di digital marketing che doveva ancora diventare un’azienda.

Quando sono entrato, l’EdTech italiano era un settore giovane e Digital Coach era una realtà piccola che vendeva corsi di digital marketing a chi voleva cambiare lavoro. Il prodotto c’era. Quello che mancava era tutto il resto: un funnel di acquisizione che non dipendesse dal passaparola, un modello didattico ripetibile che non dipendesse dal singolo docente, e una struttura che reggesse la crescita senza spaccarsi.

Nei mesi in cui il lavoro da remoto in Italia era ancora considerato un privilegio sospetto, ho iniziato a lavorare così: prima in ibrido, poi al 100% da remoto, coordinando persone in città diverse. È il 2014, sei anni prima che una pandemia costringesse tutti a scoprirlo.

Ogni passaggio di ruolo è nato da una nuova esigenza che l’azienda voleva risolvere.

2014 – 2018
Web Project Manager
Ingresso nel ruolo operativo: project management dei prodotti formativi e gestione delle prime campagne di acquisizione. In questi anni ho costruito e mantenuto digital-jobs.tech, il portale di annunci dedicato alle competenze digital e tech, che serviva a un doppio scopo: dare uno sbocco reale agli studenti e generare traffico qualificato in ingresso. È qui che ho imparato la cosa più utile della mia carriera: un prodotto formativo si vende bene solo se qualcuno, dall’altra parte, sta davvero assumendo.
Project ManagementAcquisizionePortale jobEdTech
2018 – 2025
Head of Coach and Trainer
Il problema da risolvere era la scala: la qualità della didattica dipendeva troppo dalle singole persone. Ho coordinato nove team interfunzionali tra docenti, coach e tutor, con cicli di quattro mesi ciascuno, e definito il modello didattico ripetibile che ha permesso di passare da decine a oltre 2.300 professionisti certificati. Selezione, formazione e crescita di una rete di formatori distribuita su tutta Italia, gestita in remoto.
Team LeadershipHiringModello didatticoLavoro distribuito
2022 – 2025
Digital Marketing Manager · Digital Coach e AI Scale Up
Direzione della macchina di marketing, con oltre 10 milioni di euro di budget pubblicitario sotto responsabilità diretta su Google e Meta Ads. Attribuzione multi-touch, A/B testing strutturato, automazione commerciale con Zapier e Make. In questa fase ho seguito la creazione dei siti e l’avvio di due nuovi progetti, Blockchain School e AI Scale Up: due lanci da zero, con posizionamento, funnel e campagne costruiti da capo.
Paid MediaAttribuzioneAutomazioneLancio di prodotto
2014 – oggi
Docente e formatore
In parallelo a ogni ruolo, l’aula. Ho insegnato SEM e Search Engine Marketing, WordPress per blogging e copywriting e YouTube Ads e video marketing, oltre a percorsi su smart working e sull’uso dell’intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano. Il profilo docente è ancora pubblicato su Digital Coach. Insegnare una materia che pratichi ogni giorno è il modo più rapido per accorgerti di cosa non hai capito davvero.
SEMCopywritingYouTube AdsAISmart Working

Quattro indicatori mossi nello stesso periodo, nella stessa direzione.

Nel triennio da Digital Marketing Manager gli obiettivi non erano su un solo numero. Far salire i lead è facile se non guardi quanto costano; far salire i clienti è facile se abbassi il prezzo. La difficoltà sta nel muoverli tutti insieme, tenendo il margine.

Lead
+57%
contatti generati, con funnel e tracciamento ricostruiti
▲ anno su anno
Clienti
+30%
iscritti effettivi, non solo richieste di informazioni
▲ anno su anno
CAGR
+25%
tasso di crescita annuo composto del fatturato
▲ crescita composta, non un picco
LTV
+23%
valore del cliente nel tempo, grazie a upsell e percorsi avanzati
▲ il numero che permette di alzare il CAC
L’LTV a +23% è il dato che rende leggibili gli altri tre: quando sai che un cliente vale un quarto in più nel tempo, puoi permetterti di pagarlo di più all’acquisizione e comprare volumi che i concorrenti non possono comprare. È la stessa logica con cui lavoro oggi sui conti dei clienti.

Quattro cose costruite da zero, che hanno continuato a funzionare senza di me.

01
Il modello didattico
Un percorso ripetibile a cicli di quattro mesi, con ruoli separati tra docente, coach e tutor. È ciò che ha reso possibile passare da decine a migliaia di studenti senza che la qualità dipendesse dal singolo.
02
Il portale digital-jobs.tech
Un job board verticale sulle competenze digital e tech, creato e mantenuto per anni: sbocco concreto per gli studenti e canale di acquisizione qualificata per l’azienda.
03
Due brand lanciati da zero
Blockchain School e AI Scale Up: posizionamento, sito, funnel e campagne costruiti da capo su due mercati nuovi, dentro un’azienda che aveva già un brand principale da difendere.
04
Una rete di formatori distribuita
Selezione, onboarding e crescita di docenti e coach in città diverse, coordinati in remoto per anni. La materia del libro che ho scritto dopo nasce da qui, non da un manuale.

Quello che questi numeri non dicono.

Un caso studio che racconta solo la parte che è andata bene serve a chi lo scrive, non a chi lo legge. Quindi mettiamo anche i limiti.

Non ero solo
9
team coinvolti: il +700% è una crescita aziendale, non il merito di una persona. Il mio contributo è stato diretto su acquisizione, didattica e organizzazione
▼ il merito va diviso
Undici anni
1
sola azienda per oltre un decennio: una profondità rara, ma anche una prospettiva che ho dovuto allargare lavorando poi con e-commerce e PMI di altri settori
▼ verticale, non generalista
Settore
B2C
formazione a privati, con cicli d’acquisto e marginalità diversi da un e-commerce di prodotto o da un B2B industriale
▼ i modelli non si copiano, si adattano
Periodo
2025
anno di uscita: i dati si riferiscono al periodo indicato e non rappresentano l’andamento successivo dell’azienda
▼ fotografia, non previsione

Undici anni dentro la stessa azienda insegnano cose che una consulenza non insegna.

01
Vedo il seguito delle decisioni
Chi entra e esce in tre mesi non vede mai cosa succede alle proprie scelte dodici mesi dopo. Io ho passato anni a raccogliere le conseguenze delle mie: è il motivo per cui oggi diffido delle scorciatoie che funzionano un trimestre.
02
So cosa succede dopo il lead
Ho gestito insieme acquisizione e consegna del servizio. So che un lead in più con un’aspettativa sbagliata è un problema, non un risultato, e progetto il funnel di conseguenza.
03
So far lavorare persone che non ho scelto
Nove team, in città diverse, in remoto, prima che fosse normale. Quando entro come temporary manager non arrivo a comandare: arrivo a far funzionare le persone che ci sono già.
04
So insegnare quello che faccio
Oltre 2.300 professionisti formati significa che il metodo è trasferibile. Alla fine di un incarico il team interno deve saper reggere la macchina da solo, altrimenti ho creato dipendenza, non valore.
Se ti serve una figura che entri in azienda con deleghe e obiettivi scritti, qui trovi tutto quello che c’è da sapere prima di assumere un temporary manager. Se invece il tuo obiettivo è rendere autonomo il team che hai già, il servizio giusto è il Temporary Digital Coach.

Se la tua azienda è nel punto in cui era la mia nel 2014, ci sono già passato.